Se è vero che è difficile cambiare il mondo e che si può soltanto agire su se stessi per migliorarsi, l’idea di distaccarsi dagli interessi materiali, a causa dei quali ci sono le guerre, e seguire le virtù che fanno grande l’uomo, potrebbe portare, se ne prendessero coscienza tutti, alla pace e alla felicità dell’umanità.

L’uomo è conteso tra il bene e il male e, col libero arbitrio, sceglie chi far prevalere dentro di sé.

Ma siamo tutti collegati dallo spirito del mondo che ci unisce, per cui agendo per il bene dell’umanità, anche solo su se stessi, si porta la consapevolezza pure negli altri.

La mia idea sarebbe questa: unirsi tutti quanti per rendere possibile il risveglio delle coscienze dei potenti che possono portare la pace nel mondo convertendosi al bene.

Ogni individuo, in funzione delle proprie azioni, porta con se un bagaglio di scelte dettate dal libero arbitrio. L’obiettivo dell’uomo, anche se non se ne rende conto, è la salvezza dell’anima. Lo spirito del mondo alberga dentro ognuno di noi e sta a noi ascoltarlo per compiere la giusta scelta. I potenti del mondo dovrebbero avere l’obbligo di pensare agli altri come fossero se stessi e non far nulla al prossimo che non vorrebbero sia fatto a loro. Così, quando vedo la violenza esercitata sugli indifesi, prego affinché chi detiene il potere decisionale abbia consapevolezza che l’amore verso il prossimo e la pace siano la sola e unica vittoria.

E, visto che la felicità non si consegue con le ricchezze materiali ma con le virtù e la vicinanza a Dio, spero che chi detiene il potere di decidere per la pace, tenga conto di questo e si distacchi dai propri obiettivi bellici per il bene superiore, ricordandosi che è creatura dell’altissimo e che deve rendere conto delle proprie scelte e azioni.

Dio è dentro tutti gli esseri viventi e con l’amore ci si avvicina a Lui. Più si è vicini a Dio e più si è felici. Al contrario, con l’odio ci si allontana dal Creatore e si è infelici. Tutti i beni materiali che può offrire il mondo non possono colmare il senso di vuoto che provoca la lontananza dal Signore. Il fine ultimo della vita è imparare ad amare ogni creatura come ci ama Dio, solo così possiamo davvero essere felici. La felicità che si prova nel seguire Dio non ce la può togliere nemmeno la morte, più si ama e più si è felici nella promessa della vita eterna.

Tuttavia, l’uomo che si ostina a percorrere la strada del male, disinteressandosi della sofferenza che reca agli altri, sarà sempre infelice, sia in questa vita che nell’eternità.

Si può anche essere delle brave persone senza credere in Dio, ma la vera felicità si raggiunge soltanto quando lo si trova dentro di sé e si è vicino a Lui.

Dio è dentro tutti gli esseri viventi, vede tutto quello che facciamo e alla fine della nostra vita, in base alla nostra buona condotta ci permetterà di essergli vicino e quindi essere felici per l’eternità; mentre se il nostro comportamento sarà stato all’insegna del male, si allontanerà da noi rendendoci infelici nella morte seconda, ovvero nella dannazione.

Se tutti ci staccassimo dai valori materiali per seguire Dio che è dentro di noi, saremmo tutti felici già in questo mondo. Per questo spero nel risveglio delle coscienze, nella consapevolezza di essere tutti uno e nell’amore incondizionato verso tutti gli esseri viventi.

La superbia è imperfezione dell’anima di colui che ama il proprio potere e disprezza il potere più giusto di Dio.

L’anima è stata mandata nel mondo per conoscere il male, e una volta purificatesi dal peccato attraverso il pentimento e il perdono, quando tornerà al Padre, non dovrà più subirlo.

Spero che i potenti della terra mettano da parte la superbia che distrugge l’umanità per coltivare l’umiltà che è la salvezza. Non solo dialogo per superare i conflitti ma anche distacco dalle cose materiali per non avere più ragioni di farsi la guerra.

Dato che abbiamo dentro di noi lo spirito che ci accomuna questo è possibile: speriamo in un mondo migliore dove regni la pace e la cooperazione. Costruire insieme e non distruggersi a vicenda.


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