Stasera, 9 agosto 2010, Bocelli canta nella Chiesa di Gesù Redentore di Riccione. Voglio esserci, così mi preparo per uscire, ma non faccio caso al fatto che dovrei recarmi là in buon anticipo, perché, per l'evento, ci sarebbe già stata molta gente ad attendere. Quando giungo sul posto, non mi è più permesso entrare e mi devo accontentare di assistere dall'esterno, alla proiezione della messa su uno schermo. Resisto poco però, fino a quando passano a raccogliere le offerte anche fuori dalla Chiesa; non lo tollero, penso a quanto il Clero sia venale e me ne vado.
Mi dirigo alla piadineria accanto all'hotel dove alloggio, prendo una birra e vedo un neonato tra le braccia di sua madre, intento a giocare con un richiama spiriti indiano e un serpente di plastica, appesi alla parete del locale. Ricordo di essere stato quel bimbo e di aver avuto timore del serpente. Poi, suo padre lo sdraia nel passeggino e si presta a lasciare il chiosco, ma, prima di prendere l'uscita, sente la voce del mio pensiero che gli dice: <<portami a casa, ho sonno>>, e sorride.

